RINGRAZIAMENTO PER I 3000 VOLONTARI

«Quando ho sentito che cercavano medici in pensione volontari per aiutare nella campagna vaccinale anti Covid -19, non ho resistito, mi sono rimessa il camice bianco e sono scesa nuovamente in campo senza alcuna esitazione.
Se sei medico lo sei per sempre».
Sono queste le parole commosse della dottoressa Milena Greco, ex medico ospedaliero di medicina interna, volontaria al Punto unico vaccinale di Modena, presente ieri mattina alla cerimonia di ringraziamento verso tutti i volontari che hanno prestato la loro opera in questi mesi ai Puv della provincia.
Emozione, sguardi sorridenti e qualche lacrima di commozione è ciò che allora si poteva scorgere nei tanti occhi dei volontari, fieri di essere stati preziosi per la comunità, mentre venivano ringraziati dalle autorità cittadine sia nella cerimonia che si è tenuta a Modena che a Carpi, alla presenza anche della responsabile provinciale della campagna vaccinale Silvana Borsari e del dg Ausl Antonio Brambilla.
«Un gesto di ringraziamento doveroso – ha dichiarato Borsari – verso i volontari sanitari, amministrativi e tutte le associazioni del territorio, che hanno messo a disposizione il loro tempo e il loro impegno per contribuire al buon funzionamento dei Punti unici vaccinali provinciali. Senza il loro aiuto non sarebbe stato possibile garantire una copertura così ampia e una presa in carico ininterrotta dei cittadini desiderosi di vaccinarsi. Il loro servizio è stato fondamentale anche per orientare la popolazione nel corretto accesso ai luoghi della vaccinazione e presentarsi con la giusta compilazione della documentazione. Se stiamo uscendo da questa fase di emergenza il merito è anche loro».Complessivamente, l’Azienda Usl di Modena consegnerà in questi giorni 3 mila attestati che verranno distribuiti tra singoli volontari e associazioni.
In particolare, saranno 1100 per Modena, 500 per Carpi, 450 per Sassuolo, 350 per Mirandola, 250 per Castelfranco Emilia, 200 per Vignola, 150 per Pavullo. Tante le testimonianze di chi ha lavorato sul campo, tutte estremamente toccanti. «È con orgoglio che posso dire che la Croce Rossa Italiana ha supportato la campagna vaccinale fin dalla somministrazione della prima dose avvenuta il 27 dicembre 2020 a Modena», ha ricordato il direttore sanitario della Cri dottor Eugenio Di Lillo.
«Ciò che mi ha colpito particolarmente in quei giorni -ha aggiunto Alessia Merhi, volontaria Cri – erano gli sguardi determinati e convinti di ricevere il vaccino delle persone anziane. Sapevano di essere coloro che rischiavano di più la vita».Ma la determinazione negli sguardi e la fiducia nella campagna vaccinale da parte dei giovani è anche ciò che da quest’estate sta commuovendo Laura Persisti, infermiera in pensione volontaria: «I giovani hanno visto nel vaccino il recupero della perduta libertà. È incredibile vedere come ragazzini di 12 anni tranquillizzano i propri genitori e si apprestavano a ricevere la loro dose con una battuta divertente o un sorriso».
Tra le tantissime associazioni della provincia che hanno offerto il loro supporto anche la Croce blu e i gruppi comunali della Protezione civile.
«Noi ci siamo occupati della logistica – hanno spiegato Matteo Berselli e Marcello Tavoni della Protezione civile di Modena – non dimenticheremo mai quel giorno all’inizio della campagna quando un camion di vaccini diretto a Pratica di mare ha fatto tappa a Modena perché aveva riscontrato problemi nel sistema di refrigerazione».
Un aiuto importantissimo è avvenuto anche da parte dei volontari dell’Avo (Associazione volontari ospedalieri) che non potendo più andare in corsia si sono occupati dell’accoglienza negli ospedali, facendosi da intermediari tra parenti e malati, e nei centri vaccinali per occuparsi del controllo e della compilazione della modulistica.
«Noi invece siamo stati al centralino sia per il servizio di contact tracing che per dare informazioni sulle vaccinazioni – ci spiegano Massimo Tamatti e Fabio Francia di Fedaiisf, la Federazione delle associazioni italiane degli informatori scientifici del farmaco e del parafarmaco».
Infine non sono mancati nemmeno i singoli cittadini volontari come Davide Bulgarelli di Carpi: «Ho perso il lavoro ed ottenuto il reddito di cittadinanza. Ma poi non ho esitato a rendermi utile. Lo Stato italiano mi stava sostenendo e io, in un momento così difficile, non potevo non fare altrettanto per esso».
Fonte Gazzetta di Modena