INSIEME PER VINCERE QUESTA BATTAGLIA

Stiamo attraversando in diretta social una guerra che non avremmo mai pensato di affrontare. È molto importante la gratitudine dei moltissimi cittadini che si sono espressi nei confronti degli infermieri e medici a conferma dello sforzo che la sanità pubblica sta compiendo. I media forniscono ampi servizi illustrando le difficoltà che gli  infermieri affrontano in questo periodo: turni massacranti, rischi per la propria salute ed i propri familiari, curare le persone con scarsità di mezzi ecc.

Si comprendono tutte le difficoltà del momento tuttavia è strategico per il mantenimento del servizio sanitario avere il personale presente e naturalmente in salute. Pertanto è necessario che si adottino tutte le misure per raggiungere questo obiettivo. Devono essere disponibili i presidi di sicurezza: maschere, schermi, tute, e così via, perché se il personale sanitario siammala, oltre a venir meno il servizio, si contagia anche la popolazione.

Occorre tenere presente la struttura della nostra popolazione, composta anche da persone molto anziane che rappresentano i soggetti più deboli e maggiormente colpiti ed in modo letale dal virus. Indubbiamente vi è stata una iniziale sottovalutazione di questa patologia, tuttora si contano numerosi operatori colpiti, con sintomi, alcuni sono in quarantena e tra i sanitari si contano alcuni deceduti. Devono essere effettuati i tamponi quando un operatore viene a contatto con un soggetto a rischio e non solo quando diventa sintomatico perché altrimenti quell’operatore diventa un diffusore della malattia. Apprendiamo positivamente della volontà di effettuare un maggior numero di tamponi ma occorre un’adeguata organizzazione per effettuarli ed una risposta celere, dobbiamo conservare le forze in campo che sono preparate e professionali non sostituibili nell’immediato e senza una lunga formazione con nuove assunzioni.

Il personale infermieristico, e tutto il personale di assistenza, deve essere maggiormente tutelato e questo è il miglior ringraziamento per le attività svolte al di là delle dichiarazioni che restano sempre gradite. Un pensiero va anche a tutte le persone che non ce l’hanno fatta, spesso non avevano un parente vicino, talvolta c’era un Infermiere o un OSS che impotenti coglievano l’ultimo sguardo.

Nessun Infermiere vuole fare l’eroe, nessuno vuole contaminare le proprie famiglie e nemmeno mettere a repentaglio la propria integrità psichica e fisica; certamente tutti gli Infermieri vogliono contare e vincere questa battaglia.

​Il Coordinamento OPI Emilia Romagna

 

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