Giornata Internazionale dell’Infermiere

12 maggio 2021 – Giornata Internazionale dell’Infermiere

Il 12 maggio si celebra la Giornata Internazionale dell’Infermiere indetta dalla Organizzazione Mondiale della Sanità in ricordo di Florence Nightingale, nata a Firenze il 12 maggio 1820 a cui si deve la nascita e lo sviluppo del Nursing e dell’infermieristica moderna.

Oggi identifichiamo l’Infermiere quale: “professionista sanitario, iscritto all’Ordine delle Professioni infermieristiche, che agisce in modo consapevole, autonomo e responsabile. L’infermiere è sostenuto da un insieme di valori e di saper scientifici orienta il suo agire al bene della persona, della famiglia e della collettività … nell’agire professionale…stabilisce una relazione di cura…Il tempo di relazione è tempo di cura…” (Codice Deontologico delle Professioni Infermieristiche art.1, 2,4).

Il cammino istituzionale, sociale e professionale intrapreso dagli infermieri è stato lungo e difficile, ma abbiamo saputo guardare al futuro, consapevoli della forza che deriva dalla condivisione di valori e scelte, dal senso di appartenenza alla comunità professionale, sostenuti dal riconoscimento e l’incoraggiamento degli assistiti e dei cittadini a cui rivolgiamo le nostre cure. Abbiamo superato ostacoli, diffidenze, pregiudizi, resistenze di chi ci attribuiva un carattere di ausiliarietà. Con impegno e determinazione abbiamo ottenuto il superamento di norme non più rispondenti alle pressanti esigenze formative e di sviluppo professionale, e mai abbiamo perso di vista le esigenze degli assistiti, i bisogni sanitari e sociali legati all’invecchiamento, all’aumento della fragilità, della disabilità e della povertà, alla necessità di garantire la sostenibilità del welfare e del sistema sanitario. L’infermiere è oggi un professionista moderno, agente del cambiamento e dell’innovazione in ambito assistenziale: una affermazione ottenuta sul piano sociale, culturale e professionale.

Lo stesso Santo Padre, Papa Francesco, nel suo messaggio dello scorso 12 maggio ha riconosciuto il valore della professione: ”…per questo mi rivolgo ai responsabili delle Nazioni di tutto il mondo affinchè investano nella salute come bene comune primario potenziando le strutture e impiegando più infermieri, così da garantire a tutti un adeguato servizio di cura, nel rispetto della dignità di ogni persona. E’ importante riconoscere fattivamente il ruolo essenziale che questa professione ricopre per la cura dei pazienti, l’attività di emergenza territoriale, la prevenzione delle malattie, la promozione della salute, l’assistenza in ambito familiare, comunitario, scolastico”.

Il tema scelto quest’anno dalla Federazione Nazionale Ordini delle Professioni infermieristiche (FNOPI), in occasione delle celebrazioni della Giornata Internazionale dell’Infermiere è “Ovunque per il bene di tutti – Infermieristica di prossimità per un sistema salute più giusto ed efficace”.

La FNOPI ha voluto evidenziare nell’ambito dell’assistenza territoriale, l’infermiere di famiglia e comunità. Nei Paesi a sanità avanzata, l’Infermiere di comunità è considerato fondamentale per la cura e la prevenzione delle malattie, in particolare quelle a più elevato impatto sociale.

Questo 12 maggio 2021cade a poco più di un anno dall’inizio, nel nostro Paese, della pandemia da Covid-19 che ha causato la morte di migliaia di cittadini e di tanti colleghi contagiati nel compimento del proprio servizio. Per tutto il personale sanitario e in particolare per gli Infermieri, sono stati mesi di duro lavoro accanto agli anziani nelle CRA, agli ammalati, ai familiari in ospedale e, laddove possibile, al domicilio. Abbiamo assistito tutti con competenza, continuità, umanità, attenti ad ascoltare e cogliere i bisogni e le esigenze di ognuno senza mai dimenticare l’unicità della persona e l’importanza della relazione nel processo di cura. Abbiamo messo in campo coraggio, professionalità, senso del dovere, dedizione al servizio, intelligenza e flessibilità sacrificando anche gli affetti.

L’emergenza sanitaria legata alla pandemia non è terminata e gli infermieri sono ancora in prima linea con la stessa determinazione, lo stesso coraggio, la stessa abnegazione dei mesi passati, ma  più provati fisicamente e  psicologicamente  per il perdurare dell’elevato numero di persone contagiate, dei ricoveri in terapia intensiva e dei decessi. Gli infermieri, lo hanno ripetuto in più occasioni, non sono eroi, sono donne e uomini che vivono pienamente la professione, confrontandosi quotidianamente con la malattia, la sofferenza e la morte, consapevoli della importanza del loro lavoro nella tenuta del sistema di cura.

Per questo l’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Modena ha voluto raccogliere il disagio e la sofferenza dei propri iscritti dando voce al loro vissuto con una raccolta di testimonianze e riflessioni, alcune di queste di seguito riportate.

“La Pandemia ci ha cambiato – abbiamo avuto paura per noi stessi ..per i nostri cari.. le ansie e le paure non ci hanno fermato…ora siamo consapevoli che l’essere umano è fragile, anche noi lo siamo ma la nostra fragilità ci aiuta ad essere più forti  

“Stringere la mano e accarezzarli per un’ultima volta… accogliere le loro paure, le loro confidenze ed i loro ultimi respiri… siamo l’unico contatto umano che resta nei loro ultimi atti di vita…”

“Abbiamo vissuto e stiamo vivendo una nuova esperienza che ci sta fortificando nella professione e dal punto di vista umano… stiamo cercando di dare il massimo delle nostre forze, come diciamo da sempre: ce la faremo”

“Ormai ci viene naturale indossare il “tutone bianco”…marciamo di sudore dentro, mettiamo in secondo piano i nostri bisogni fisiologici, all’inizio eroi ora quasi dimenticati. Le nostre grida per ottenere un riconoscimento adeguato alla professione sono rimaste mute. Eppure, ne usciamo vincitori: gioiamo quando la gente sopravvive e esce vincitore dal nostro reparto, anche perché #noisiamoInfermieri” -

“E’ il momento di mostrare la nostra professionalità, di compiere il nostro lavoro con la consapevolezza che l’abbiamo scelto noi! il momento di dimostrare che siamo veramente eroi… non è andato tutto bene, ma tutti possiamo fare quel po’ perché possa andare meglio. Cominciamo da noi stessi”

“Senso di colpa… paura di contagiare …stanchezza…vuoto emotivo…senso di confusione…disagio…senso di impotenza… scarsa autostima… difficoltà di comunicare a causa dell’utilizzo dei DPI e in particolar modo della mascherina…la sofferenza dell’assistito si è tradotta in sofferenza personale…necessità di condividere e di ricevere supporto per affrontare le difficoltà e per vivere con serenità e dedizione assoluta la professione che abbiamo scelto di fare con il cuore e con la mente”

 

“Dato che siamo in guerra da marzo 2020… a noi infermieri spettano 2 anni di riconoscimento di lavoro usurante?”

 

“Se in futuro mi chiedessero come è stato il periodo covid risponderei: come professionista ho dato tutta la mia competenza e disponibilità, come essere umano mi sono sentita sconfitta, debole e vulnerabile. Non sono riuscita a mitigare la paura negli occhi delle persone assistite né a consolare i familiari o miei colleghi più giovani”

 

“Mi sento come uno straccio.. usata e poi buttata… grazie OPIi”

“Lavoro in Sala Operatoria …abbiamo vissuto momenti di estremo lavoro alternati a momenti di attesa x i reparti pieni di covid … affiancati dalla paura di una malattia ancora così sconosciuta. Ma ce la faremo!!”

“Lavoro in una centrale di sterilizzazione…potrebbe sembrare un servizio minore… sento, che faccio parte di qualcosa di grande, che ha l’obiettivo di contenere la diffusione del virus… la centralità è e rimane la persona e i suoi bisogni. L’entusiasmo e l’impegno mi accompagnano ancora”

“Faccio un lavoro bellissimo, peccato farlo in Italia, dove non viene riconosciuto il valore di questa professione”

“Sentimenti provati ad un anno dalla pandemia sono: rabbia e stupore. Spesso perdo la speranza di vedere una luce in fondo al tunnel…La cosa che mi fa rabbia…è questa situazione. ..persone che non si vogliono vaccinare o non portano correttamente la mascherina …è che nel 2020 l’infermiere è stato dipinto come un eroe e nel 2021 non c’è differenza tra un infermiere, un oss o un farmacista vaccinatore”
“Essere professionista e aiutare è possibile anche grazie all’aiuto della tecnologia..  anche con videochiamate possiamo sostenere mamme e bambini.. professionalità…sorriso…capacità di cura …sono possibili sempre”

Grazie a tutti i colleghi che hanno inviato le loro riflessioni a testimonianza del difficile momento che stiamo vivendo.

Grazie a tutti i colleghi impegnati nelle unità operative ospedaliere e nei servizi territoriali che garantiscono la prevenzione, la cura e l’assistenza dei cittadini e delle loro famiglie nella comunità.

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